Lo screening antidroga spiegato: come funziona, ogni quanto e come si rileva la cannabis
22 maggio 2023 Der Knospenzwirbler
Weed Wissen
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Nella maggior parte dei casi, uno screening antidroga serve a monitorare a lungo termine il consumo di sostanze della persona interessata. Significa che vengono eseguiti regolarmente diversi test antidroga per verificare se le abitudini di consumo sono davvero cambiate in modo duraturo. Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di metaboliti della cannabis, in relazione al recupero della patente, a un esame di idoneità alla guida o a una valutazione medico-psicologica. Il modo esatto in cui queste procedure vengono chiamate e gestite varia da paese a paese.
Indipendentemente da chi lo disponga, la procedura è sempre la stessa: durante il periodo dello screening, la persona riceve ripetutamente una lettera o una telefonata che la invita a presentarsi in laboratorio per il test entro un determinato intervallo di tempo, di solito massimo 36 ore. Gli intervalli sono irregolari e casuali, così che non possa 'prepararsi' al test, cioè non possa fare i conti con i tempi di smaltimento delle sostanze consumate.
In laboratorio si verifica innanzitutto che si tratti davvero della persona giusta e solo dopo si esegue il test. Il campione di urina viene consegnato sotto gli occhi del personale del laboratorio, per rendere impossibile qualsiasi frode. Viene poi suddiviso in tre contenitori: nascono così i campioni A, B e C. Questa suddivisione è necessaria per mantenere l'attendibilità del test.
I tre campioni vengono poi codificati e archiviati elettronicamente. Il campione A viene analizzato, il campione B resta per il momento sigillato e il campione C viene congelato. Se il primo campione risulta positivo, il campione B viene analizzato da un'altra persona in un'altra postazione del laboratorio tramite gascromatografia o spettrometria di massa, per verificare il risultato.
Solo se entrambi i risultati sono positivi il risultato complessivo del test è considerato positivo e il consumo confermato.
Un consumo regolare a dosi medio-alte può essere rilevato nelle urine anche settimane dopo, anche nel caso del THC. Una volta che ci si trova a dover affrontare uno screening antidroga, l'unica cosa che aiuta è smettere di consumare.
Come si svolge uno screening antidroga?
In caso di sospetto di consumo regolare di sostanze, l'autorità competente può disporre uno screening antidroga o richiedere una perizia medica completa con i relativi screening. A volte gli screening vengono effettuati anche su disposizione di un tribunale, della procura, di un ufficio del lavoro o del datore di lavoro.Indipendentemente da chi lo disponga, la procedura è sempre la stessa: durante il periodo dello screening, la persona riceve ripetutamente una lettera o una telefonata che la invita a presentarsi in laboratorio per il test entro un determinato intervallo di tempo, di solito massimo 36 ore. Gli intervalli sono irregolari e casuali, così che non possa 'prepararsi' al test, cioè non possa fare i conti con i tempi di smaltimento delle sostanze consumate.
In laboratorio si verifica innanzitutto che si tratti davvero della persona giusta e solo dopo si esegue il test. Il campione di urina viene consegnato sotto gli occhi del personale del laboratorio, per rendere impossibile qualsiasi frode. Viene poi suddiviso in tre contenitori: nascono così i campioni A, B e C. Questa suddivisione è necessaria per mantenere l'attendibilità del test.
I tre campioni vengono poi codificati e archiviati elettronicamente. Il campione A viene analizzato, il campione B resta per il momento sigillato e il campione C viene congelato. Se il primo campione risulta positivo, il campione B viene analizzato da un'altra persona in un'altra postazione del laboratorio tramite gascromatografia o spettrometria di massa, per verificare il risultato.
Solo se entrambi i risultati sono positivi il risultato complessivo del test è considerato positivo e il consumo confermato.
Un consumo regolare a dosi medio-alte può essere rilevato nelle urine anche settimane dopo, anche nel caso del THC. Una volta che ci si trova a dover affrontare uno screening antidroga, l'unica cosa che aiuta è smettere di consumare.
Author: Der Knospenzwirbler
Da oltre 20 anni “Der Knospenzwirbler” fa parte della nostra azienda e ha assistito all’evoluzione della cultura della cannabis attraverso diverse generazioni: dai primi tempi fino agli sviluppi odierni. La sua pluriennale esperienza sul campo e la sua profonda conoscenza dei prodotti, dei materiali e delle tendenze rendono i suoi contributi particolarmente preziosi. «Der Knospenzwirbler» è uno pseudonimo, ma dietro a questo nome si cela una persona reale con una vera esperienza. I suoi testi sono chiari, comprensibili e sempre ricchi di sostanza, senza ricorrere a vuote esagerazioni.